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Dai 45 in poi, dicono le statistiche, ogni giorno è buono per la disfunzione erettile.

Disfunzione erettile. è un mercato in forte espansione a causa dell'invecchiamento generale della popolazione, per esempio si stima che nel 2025 ne soffriranno 350 milioni di uomini. Negli Stati Uniti ne soffrono 30 milioni di persone, nel mondo 150 milioni. Le vendite del Viagra (Pfizer) ammontano nel 2002 a 1.7 miliardi di dollari, ma la domanda mondiale di trattamento delle disfunzioni sessuali maschili e femminili dovrebbe valere nel 2007 tra 5.4 e 6 miliardi di dollari, un fatturato generato al 70% negli Stati Uniti e al 30% nel resto del mondo. Il settore delle disfunzioni sessuali è ricchissimo di opportunità per le aziende che saranno capaci di produrre terapie efficaci e sicure, sia grazie alla scarsità dei farmaci attualmente disponibili, sia grazie al segmento delle disfunzioni sessuali femminili e dell'eiaculazione precoce, due disturbi per i quali non è ancora disponibile alcuna terapia valida. Secondo la maggioranza degli studi l'incidenza delle disfunzioni sessuali è molto maggiore nelle donne che negli uomini: il 43% delle donne di 18 anni e più, contro il 28-30% degli uomini di 18 anni e più. Tuttavia, le statistiche riportano che solo un uomo su 20 consulta un medico per ottenere un trattamento farmacologico, e le donne sarebbero ancora più renitenti: 1 su 2 non parla dei suoi problemi con nessuno. Come dimostrano i dati, il mercato terapeutico delle disfunzioni sessuali è giovane e straordinariamente promettente, soprattutto se nel pubblico prevarranno una maggior consapevolezza e l'accettazione che le disfunzioni sessuali sono una condizione medica curabile al pari di qualsiasi altra.

Uomini, donne & Viagra. La Pfizer è la più grande multinazionale mondiale del farmaco, e solo nel 2002 ha speso 5.3 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo. Il Dr. Osterloh, che per primo si è accorto degli effetti stimolanti del sildenafil sulla sessualità maschile, ricorda che quando iniziò la sperimentazione del Viagra la Pfizer ricevette moltissime lettere di uomini che volevano partecipare alle prove. Erano lettere commoventi, in cui molti confessavano finalmente il loro vergognoso segreto, spiegavano che il loro matrimonio era sull'orlo del collasso, o che avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di recuperare la potenza sessuale. Durante la sperimentazione, Osterloh racconta che per distinguere i pazienti curati con Viagra da quelli curati con il placebo spesso bastava guardarli in faccia: "uno dei nostri analisti li riconosceva osservando il loro linguaggio corporeo mentre erano in sala d'attesa, un altro è stato avvicinato al supermercato da una moglie che non finiva pù di raccontargli come il Viagra le aveva cambiato la vita. Ma non sempre le cose sono così semplici, e tra chi ha studiato gli effetti del Viagra sulla qualità della relazione di coppia si levano non poche voci critiche. Secondo Erick Janssen del Kinsey Institute, i farmaci del sesso possono avere un impatto negativo anche quando producono l'effetto desiderato. Per esempio abbiamo osservato che le coppie si aspettano troppo dal Viagra, e finiscono per restare deluse quando si accorgono che aver riconquistato la capacità di avere un rapporto sessuale non necessariamente ringiovanisce la relazione sotto altri aspetti. Questo non significa che io sono contrario alla terapia farmacologica, ma solo che riconosco la possibilità che ci sfugga di mano. Tra gli uomini che hanno recuperato la virilità, per molti è iniziata una nuova vita: gettata alle ortiche la moglie con cui hanno condiviso talvolta decenni di impotenza, si sono dati a nuove relazioni con ragazze più giovani - proprio quelle che prima erano troppo impauriti per avvicinare. Al contrario, molte mogli che erano contentissime di non avere più rapporti hanno incontrato parecchi problemi a riadattarsi a relazioni che implicavano di nuovo la penetrazione, magari perchè con la menopausa provavano meno desiderio o iniziavano ad avere problemi di lubrificazione. O magari perchè dopo anni e anni di sesso penetrativo, proprio grazie alla disfunzione del marito erano riuscite a trovare nuove e più soddisfacenti vie per l'intimità e ora il Viagra riportava di colpo tutta la luce (e l'ansia) sull'erezione: ottenerla, mantenerla, usarla. Come osserva la dottoressa Laura Berman il punto in cui la vita sessuale di una coppia termina come risultato dell'impotenza è spesso determinato solo dall'interesse e dalla motivazione dell'uomo. Quando lui raggiunge l'orgasmo, il sesso è terminato. Quando lui non riesce più a mantenere l'erezione, il rapporto è finito. Ora che grazie al Viagra tutto questo diventa storia, accade talvolta che non ci sia più un contesto di coppia nel quale mettere a frutto i benefici della cura. L'intimità puù essersi degradata a un punto tale che qualunque rapporto è ormai impossibile. Conclusioni: il Viagra è veramente un'opportunità speciale per uomini e donne, ma nessun farmaco sarà mai in grado di sostituire l'intimità. La nuova sfida consiste nel rimanere sensibili a questa parte cruciale dell'identità man mano che la scienza rende disponibili nuovi trattamenti.

Ma come funziona esattamente il Viagra? Il Viagra e gli altri inibitori della fosfodiesterasi sono basati su un complicato processo centrato su due componenti. Il primo è l'enzima fosfodiesterasi del tipo 5 (PDE5), una specie di barriera all'erezione: nel tessuto erettile del pene la PDE5 metabolizza un secondo componente-chiave, la guanosina monofosfato ciclica (cGMP), che contribuisce a promuovere l'erezione. La GMP ciclica rilassa le pareti dei vasi venosi nel tessuto erettile, consentendo al pene di distendersi e di riempirsi di sangue. Il Viagra condiziona l'azione della PDE5, inibendola, e sostiene quella della cGMP, permettendo agli uomini che soffrono di disfunzione erettile di raggiungere e mantenere l'erezione. Per capire i vantaggi degli inibitori di PDE5 della seconda generazione come per esempio il Cialis o il Nuviva, è necessario capire che esistono altre fosfodiesterasi che giocano un ruolo chiave in organi diversi come gli occhi, il cervello, il cuore e i reni. Il Viagra è un inibitore selettivo della PDE5, cio inibisce l'azione della fosfodiesterasi 5 molto di più di quanto inibisca tutte le altre fosfodiesterasi. Per esempio, il Viagra è un inibitore 4000 volte più potente della PDE5 che della PDE3 è un ottimo risultato perchè la PDE3 contribuisce a controllare la contrazione del muscolo cardiaco, ma è un inibitore solo 10 volte più potente della PDE5 che della PDE6, presente nella retina. L'inibizione parziale della PDE6 è infatti ritenuta responsabile dei disturbi temporanei della visione che talvolta (2.7% dei casi) sono stati riportati come effetto collaterale del Viagra: visione sdoppiata, sensibilità alla luce, colorazione azzurrina degli oggetti, difficoltà a distinguere il blu dal verde è anche se il Viagra si è dimostrato oftalmologicamente sicuro in moltissimi studi. Sono molte le aziende farmaceutiche che stanno lavorando a inibitori della PDE5 ancora più selettivi, partendo dal presupposto che un farmaco più selettivo provoca meno effetti collaterali: è il caso per esempio del Cialis, un inibitore della PDE5 della seconda generazione. Uno studio ha dimostrato che ci vorrebbe una dose 700 volte più grande di Cialis rispetto quella raccomandata per inibire la PDE6, l'enzima presente nella retina, e questo significa, come le prove hanno dimostrato, che il Cialis ha molte meno probabilità di provocare disturbi temporanei della visione rispetto al Viagra.

Quando la Pfizer fa male. Fondata nel 1991 da due scienziati, la Vivus nasce con il MUSE, un dispositivo di rilascio uretrale della prostaglandina, un vasodilatatore comunemente impiegato per il trattamento della disfunzione erettile. Nel primo anno di vendita MUSE è un grande successo, e genera un fatturato di 130 milioni di dollari. Ma nel 1998 arriva sul mercato il Viagra, e la Vivus scopre che i pazienti preferiscono i trattamenti orali. Il fatturato della Vivus scende a 59 milioni, per assestarsi intorno al 2000 a circa 20 milioni di dollari. Un colpo non da poco per un'azienda di piccole dimensioni come questa che per non rinuncia alla ricerca non solo nel campo della disfunzione erettile, ma anche in quello relativamente libero dell'eiaculazione precoce e in quello promettentissimo delle disfunzioni sessuali femminili. Siamo il business della felicità dichiara uno dei fondatori la gente vive più a lungo e noi vogliamo garantirle una vita migliore

Eiaculazione precoce. E' un mercato ancora più ampio di quello della terapia della disfunzione erettile perchè questo disturbo è il più diffuso in assoluto negli uomini di tutte le età: quasi il 40% prima o poi ne soffrirà

Ipogonadismo maschile. è un mercato meno ampio di quelli precedenti, e il suo fatturato dovrebbe raggiungere nel 2002 circa 240 milioni di dollari. Il mercato totale di tutti i supplementi ormonali, maschili e femminili, vale oggi 3 miliardi di dollari, e dovrebbe raddoppiare nei prossimi cinque anni. L'ipogonadismo maschile (la riduzione di volume delle gonadi, cioè dei testicoli) è abbastanza diffuso e tra i suoi sintomi più tipici compaiono non solo le disfunzioni sessuali, ma anche la letargia e la riduzione della massa ossea e muscolare. Le stime suggeriscono che meno del 5% di tutti i pazienti affetti consulta un medico o ricorre alla terapia

 

 

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